Il cibo è uno dei luoghi in cui il controtempo diventa più concreto.
Da una parte ci sono semi antichi, varietà locali, gesti agricoli, stagioni, lavorazioni lente, economie fragili.
Dall’altra ci sono mercato, ristorazione, racconto gastronomico, certificazioni, distribuzione e necessità di rendere tutto sostenibile anche economicamente.
Il talk evita la retorica del piccolo è bello e guarda alla tensione reale: custodire la biodiversità è fondamentale, ma chi la custodisce deve anche vivere, vendere, reggere i costi, trovare spazio nel mercato.
Domanda guida: La biodiversità può diventare futuro economico senza perdere la sua anima?