®Penso che la Calabria sia il futuro. Quindi io mi sono tenuto un posto in prima fila in quello che verr , perch comunque l?unico posto al mondo che in qualche modo resiste al capitalismo ma non volendolo¯, ironizza il cantautore Brunori. La sua riflessione, apparentemente leggera, tocca in realt un punto cruciale: la Calabria sembra resistere al consumismo senza nemmeno volerlo, con un?attitudine anticonsumistica nata pi dalla rassegnazione che dalla protesta attiva.
Da questa provocazione prende avvio il talk, che esplora come la Calabria possa trasformare questa ?resistenza involontaria? in un punto di forza. Partendo dalle criticit attuali ? stagionalit limitata, scarsa competitivit e mancanza di strategie coordinate ? e confrontandole con i problemi globali come l’overtourism, l’insostenibilit e la saturazione capitalistica, si apre la riflessione: quale strada dovrebbe intraprendere la Calabria?
Meglio copiare i modelli di successo o immaginare un percorso alternativo, un turismo che non sia colonizzatore e consumistico, ma che metta al centro le esigenze di chi vive in Calabria, diventando un modello unico nel suo genere? Un?opportunit per ridisegnare il futuro del turismo, costruendo un’esperienza rigenerativa e comunitaria che valorizzi la cultura locale e le risorse del territorio, e forse fare della Calabria la ?Seattle italiana? di cui parla Brunori: una terra dove la resistenza al capitalismo pu diventare ispirazione per un turismo diverso, autentico e sostenibile.