Spesso erroneamente si attribuisce alla povert e al sottosviluppo la principale causa di migrazione.
La verit che i mutamenti della societ contemporanea stanno progressivamente mettendo in discussione l?idea di un vivere, e di un abitare, stabile in favore dello sviluppo di un nuovo nomadismo.
Un nomadismo con caratteristiche simili, ma al tempo stesso profondamente diverse rispetto a quelle del nomadismo tradizionale. Che ci piaccia o meno viviamo in un mondo di persone in continua “migrazione”, molti per necessit , altri per scelta. Stime e statistiche ufficiali ci dicono che presto un quarto della popolazione mondiale sar ?migrante?!
Una massa enorme di persone in continuo movimento, spinta dal desiderio o dalla necessit di superare confini per fare nuove esperienze di vita intorno al mondo.
In questo scenario il concetto di appartenenza a un territorio diventa sempre pi debole cos come quello di residenza. La scelta del luogo in cui vivere diventa non pi una conseguenza ma un?adesione.
Ecco quindi emergere un nuovo modo di abitare non pi legato all?idea di staticit , di possesso n tantomeno a quella di stanzialit . Questo rompe anche una tradizione, quella del turismo, costruita in primis sulla visita dei luoghi.
Un drastico cambio di paradigma e di prospettive: dal ?visitare? al ?sentirsi parte? di una comunit allargata. Il concetto di viaggiatore, turista e migrante (in tutte le sue diverse accezioni) diventano elementi costitutivi di un nuovo status sociale: quello ?dell?abitante e cittadino temporaneo? di una comunit e/o di un territorio che decider di attrarli, accoglierli e ospitarli.