I territori fragili hanno bisogno di futuro, investimenti, visione e nuove energie.
Una comunità non cambia con il ritmo di un bando, di una campagna di attrazione o di un progetto calato dall’esterno.
Da una parte c’è chi deve amministrare, attrarre risorse, costruire strategie, dare risposte. Dall’altra c’è il tempo lento della fiducia, dell’ascolto, delle relazioni, dei conflitti e delle memorie locali.
Il talk affronta una tensione decisiva: come si rigenera un territorio senza trasformare la comunità in target, scenografia o destinataria passiva di un futuro deciso altrove?
Domanda guida: Chi decide il ritmo della trasformazione di un luogo: chi lo abita, chi lo governa o chi lo finanzia?