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06 Ott 2017

La terza edizione del Festival dell’Ospitalità: incontro, esperienza, condivisione

La terza edizione del Festival dell’Ospitalità, che si è svolta a Scilla dal 29 settembre al 1° Ottobre, non è solamente la sintesi di un anno di lavoro itinerante e in costante evoluzione.

I tre giorni di dialogo, formazione e condivisione sul mondo dell’ospitalità, sono infatti il primo passo per il futuro, per proseguire un progetto iniziato tre anni fa e che oggi entra ufficialmente nella fase della maturità. Mentre le scorse edizioni erano stato vissute all’insegna dell’esperimento e dell’incoraggiamento, quest’anno la sensazione comune è che il Festival e i valori che propone siano diventati una certezza. L’incontro con i tanti professionisti provenienti da tutta Italia e le esperienze di realtà virtuose del territorio ci hanno fatto comprendere quanto sia fondamentale un nuovo approccio al settore del turismo.

Il festival ha infatti l’obiettivo di diventare momento d’incontro con esperti del settore ricettivo e realtà che operano  virtuosamente nel territorio, per costruire un modello turistico innovativo, autentico e sostenibile.

 

Il Manifesto dell’Ospitalità

In particolare in questa edizione del Festival si è voluto dare un seguito pratico alle giornate d’incontro e confronto con la stesura del “Manifesto dell’Ospitalità“: un vero e proprio decalogo, in continuo aggiornamento ed evoluzione, di principi e valori che animano le buone pratiche per un turismo più consapevole, sostenibile e partecipativo. È una carta con alcuni punti condivisi da tutti gli attori che hanno aderito alla rete e sui quali nei prossimi mesi lavoreremo ulteriormente per tirare fuori una proposta maggiormente strutturata.

Calabria Ispirata

Per sperimentare un diverso modo di fare e intendere l’Ospitalità e mettere in pratica i precetti del Manifesto, abbiamo organizzato assieme a Home4Creativity-Coliving e Destinazione Umana, la seconda edizione di Calabria Ispirata, la prima fiera itinerante sul turismo ispirazionale, in cui traverl blogger, youtuber, videomaker e influencer hanno potuto testare direttamente il senso di un turismo sostenibile, responsabile e ben  lontano dalle logiche del turismo di massa.

Calabria-ispirata-gruppo-viaggio-2017

 

Le tappe del tour, iniziato il 23 Settembre e terminato il 29, hanno abbracciato la Calabria dal nord al sud, attraversando il mare, la montagna e le colline della regione, ma soffermandosi soprattutto su un’umanità variegata così come variegato è il paesaggio calabrese. Da Fiumefreddo Bruzio, candidato ad essere uno dei Borghi più belli d’Italia, al volo in mongolfiera, passando per residenze artistiche e filosofiche a Belmonte Calabro e nei coliving a Montalto Uffugo, “Calabria Ispirata”. Fino all’ultima tappa del tour ispirazionale, Scilla e il Festival dell’Ospitalità, dove i viaggiatori hanno potuto condividere con grande entusiasmo l’esperienza appena vissuta.

I tre giorni del Festival

A ciascuna giornata del Festival è stata dedicata una tematica specifica: Incontro, Esperienza e Condivisione. Tre importati parole che giocano un ruolo centrale nella nuova concezione di turismo e che incarnano il senso stesso dell’ospitalità.

 

Scilla-festival-ospitalita-2017

 

Giorno 1: Incontro

Ad iniziare il racconto Roberta Caruso e Jessica Malaguti appena rientrate dall’esperienza di Calabria Ispirata, esempio concreto di incontro tra viaggiatore, territorio e operatori nel settore del turismo e della ricettività. Qui si è potuto testare il valore umano del viaggio e l’importanza dell’esperienza vissuta in condivisione con le persone che vivono, conoscono e amano il proprio territorio.

A seguire la voce esperta di Michela Mazzotti, consulente di web marketing e copywriter che da Faenza è arrivata in Calabria per condividere le sue conoscenze specifiche sul legame tra Ospitalità e il Territorio. Nel suo intervento ha sottolineato l’importanza di dare rilievo alla destinazione e chi opera il territorio, per non perdere il lato umano, senza il quale si scade nelle logiche di mero turismo di massa.

Arturo Salerno ci ha poi formati sull’ hospitality internet marketing e sulle potenzialità, non ancora totalmente sfruttate in molti territori, che offre il web marketing turistico. Stare al passo con i tempi ed aggiornare gli strumenti è fondamentale per fare del turismo un’esperienza di ospitalità.

Attraverso il digitale siamo in grado di incontrare il viaggiatore ancor prima della partenza.

 

Festival-scilla-2017-Michela-Mazzotti

 

 

A conclusione della prima mattinata l’intervento di Alberto Mattei che ha ci ha presentato i Nomadi Digitali, professionisti che utilizzano il  digitale per lavorare in remoto in giro per il mondo e che rappresentano un nuovo target cui rivolgere innovativi modelli di ospitalità.

Nel pomeriggio della prima giornata di lavori del Festival dell’Ospitalità abbiamo preso “Un caffè con Roberta Caruso”, che ha dialogato con Tullio Romita (professore associato all’UNICAL) sul turismo residenziale  e con lo scrittore Francesco Bevilacqua, che ha presentato il suo ultimo libro: “Lettere Meridiane, 100 libri per conoscere la Calabria”. 

Il reading dell’antropologo Francesco Bevilacqua un vero e proprio viaggio nel racconto della sua percezione della Calabria e del suo peregrinare questi luoghi negli anni, attraverso itinerari percorsi fisicamente e idealmente tra le migliaia di pagine dei libri letti.

Giorno 2: Esperienza

La seconda giornata del Festival è dedicata al tema dell’Esperienza come opportunità di conoscenza del territorio.

Ad aprire il dibattito il racconto di pratiche virtuose e sostenibili del Biostretto Grecanico e le nuove frontiere del turismo responsabile con Pasquale Faenza che tra le altre cose si sta occupando del recupero delle opere rinascimentali dell’area grecanica come le sculture del Gagini.

Tommaso Ciabini tour operator ha spiegato come nasce e si gestisce una realtà di Tour Operator, con il racconto di We Like Tuscany e De-Gustibus. 

 

Tommaso-Ciabini-degustibus

 

E al Festival dell’Ospitalità non mancano gli strumenti innovativi che possono essere fondamentali per migliorare l’esperienza di viaggio e soggiorno per gli ospiti. A parlarne Marcello Stani che ha presentato Edgar Smart Concierge: uno strumento digitale accessibile per un’assistenza a 360 gradi dell’ospite, che consente al turista di avere dei servizi ed alla struttura di guadagnare una percentuale dalla fruizione di questi attraverso l’istallazione del programma.

Fabrizio Cornalba ha raccontato la storia di Meeting Hub, il portale di prenotazione per sale meeting ed eventi. Una realtà virtuosa, un esempio di buone e sane pratiche imprenditoriali nel settore dei servizi per l’ospitalità.

Su quanto l’ospitalità sia un sistema complesso si è soffermato il consulente turistico Luca Caputo parlando della tematica “il design della destinazione turistica nell’era dell’economia digitale”. Caputo ha sottolineato come “ non basta più il binomio sole-mare. Occorre creare professionalità che funzionino da cabina di regia e stringere relazioni in rete attraverso il web offrendo dei pacchetti che non sia essere stato da qualche parte, ma aver fatto qualcosa di spirituale”.

 

Giorno 3: Condivisione e promozione

Il Festival dell’Ospitalità ha chiuso i lavori dedicando l’ultima giornata alle tematiche della condivisione e  promozione. Luigi Alfieri fondatore di southofitaly.com ha parlato di come pro-muovere il Sud tra i grandi itinerari turistici e del progetto di guida turistica online.

Alberto Siculella al Festival dell’Ospitalità ha raccontato il fenomeno del turismo di massa nel Salento, tra ripercussioni sul territorio, scarsa destagionalizzazione e un’ospitalità poco qualitativa. Molte le domande sorte: come strutturare un turismo sviluppato, sostenibile e in grado di rispettare e tutelare il territorio e la sua identità? Qual è il futuro del turismo in Salento? Come può evolversi positivamente e in una nuova forma di ospitalità? 

Notevoli gli spunti: promuovere la formazione, creare marchi d’area, puntare sulla destagionalizzazione premiando operatori e strutture che la incentivano e, sopratutto, utilizzare una buona e sana dose di buon senso.

FaRo Fabbrica dei saperi a Rosarno, è la storia di Angelo Carchidi e della nascita di un progetto selezionato tra i vincitori del bando culturability per rigenerare spazi da condividere. Carchidi ha spiegato “il valore delle storie delle persone all’interno di un racconto del territorio. La comunità si mette davanti allo specchio per capire quali sono le proprie potenzialità e le possibilità di sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio”, questa sarebbe la forza di un territorio per il successo.

 

Festival-ospitalita-scilla-3° giornata

 

Dal south of Italy alla esaltazione del borgo antico, perché per il Festival dell’Ospitalità, condividere il territorio, mettere in comune le tradizioni, le eccellenze e la cultura di un luogo è una componente fondamentale. E restituire la vita ad un luogo può anche essere l’obiettivo di fare Impresa sociale e rivitalizzare i piccoli borghi calabresi, attraverso principi di sostenibilità e pratiche virtuose. 

BorgoSlow – straordinaria esperienza, raccontata da Stefania Emmanuele, che vuole dare nuovo vigore ai borghi –  in Calabria, oggi, è sempre più una realtà, o Badolato dove un piccolo comune da borgo fantasma grazie alla costanza di cittadini come Guerino Nisticò e a realtà come Riviera e Borgo degli Angeli si è ripopolato di persone, di umanità, di vita anche proveniente da altri posti del mondo.

 

13 Lug 2017

Un’esplosione ospitale nel borgo di Carfizzi

 

 

Le prime volte, si sa, hanno un sapore particolare; un misto di odori, sguardi e panorami che difficilmente puoi dimenticare e che restano scolpite nella memoria per molto tempo.

La tappa intermedia di Carfizzi ha rappresentato questo e tanto altro.

Piccolo comune immerso nella provincia di Crotone, 600 anime (circa) caratterizzate da una precisa identità linguistica, quella arbereshe, parlata dalla minoranza etnico-linguistica albanese d’Italia. Già da solo, questo aspetto è un’esperienza di viaggio unica nel suo genere. Immagina di essere in un paese, metti l’Italia, dove si parla una lingua completamente diversa. Tutte le insegne, tutte le diciture e toponomastiche sono scritte in albanese.

Le persone hanno dentro di sé quell’animo e quei tratti ospitali che in tante città si sono oramai persi.

Il Festival dell’Ospitalità è oggi qualcosa di molto più grande di ciò che era nei pensieri iniziali di chi l’ha ideato. Mi piace pensarlo come una rete di operatori del settore, professionisti , che condividono esperienze, punti di vista confrontandosi e dialogando per immaginare nuovi modi di viaggiare e fare accoglienza.

Siamo partiti da varie parti della Calabria: chi da Nicotera Marina, chi da Cosenza, chi da Montalto Uffugo o Civita (altro bellissimo borgo arbereshe , nel lato tirrenico della Calabria). Per me, che con Nunzia ho condiviso i 200km che ci separavano da Carfizzi, è stato un po’ come tornare bambino, avendo passato tante estati ad Isola Capo Rizzuto.

Attraversi il territorio calabrese tagliandolo praticamente in due, dal Tirreno allo Jonio, passando per colline e montagne spesso arse da un sole cocente. Costeggiando il mare, un’innumerevole quantità di paesini ed il pensiero costante che si arrovella su se stesso: che paradiso incompreso!

D’altronde , organizziamo l’Inspiring Tour sia come avvicinamento alla III edizione del Festival dell’Ospitalità, sia per collegare in concreto vari territori italiani, tirando una linea sulle problematiche comuni, cercando poi di sfatare i vari alibi che spesso ci assalgono e ci impediscono di sognare e rischiare nelle nostre imprese.

Giungi, infine, a Carfizzi salendo da una strada di campagna che piano piano ti porta su verso le colline crotonesi, alla tua destra e sinistra animali che pascolano tranquillamente e che contrastano nettamente con il parco eolico costruito qualche anno addietro. Il contrasto tra il selvaggio della natura e l’innovazione dell’eolico è accomunato dal lento andare di entrambi. Ti accoglie un paese animato, tanti giovani ed anziani in piazza, tante persone dedite agli ultimi preparativi prima che inizi l’evento.

La tensione è evidente in tutti noi organizzatori, chissà se sarà partecipato, chissà quanti dei partecipanti saranno realmente interessati. E poi, improvvisamente, sali le scale per andare al piano superiore del Parco letterario Carmine Abate e…ti fermi attonito, perché la sala è gremita, così tanto che non bastano i posti a sedere.

E lì la felicità ti assale perché, nonostante lo ripeti sia a te stesso che in pubblico, hai la dimostrazione concreta che il bicchiere è sempre mezzo pieno e gli alibi si possono sfatare se tutti quanti lavoriamo nella stessa direzione.

Le tappe intermedie hanno tutte lo stesso format, un cappello iniziale per inquadrare la logica e la filosofia dietro al Festival dell’Ospitalità, dopodiché una serie di interventi, alcuni frutto della rete di operatori concretamente tirata su nel corso del tempo; altri, invece, devono obbligatoriamente essere esperienze positive del territorio che ci ospita.

Ecco, l’aspetto entusiasmante è stato l’aver dovuto stravolgere la scaletta per poter dare spazio a tutti i presenti, facendo in modo che ci presentassimo l’un altro, immaginando modi concreti per poter iniziare delle collaborazioni. La politica dei piccoli passi, quelli che ti lasciano sognare ma che ti portano direttamente a risultati nel breve medio periodo. Non vogliamo immaginare soluzioni troppo complesse, edificare ponti o costruire chissà che; lavoriamo nel piccolo per dare un segnale positivo: si può fare!

Ascoltare Roberta e Stefania è stata una vera boccata di ossigeno per me [spero anche per chi ha avuto l’opportunità di ascoltarle], due eccellenti professioniste del territorio calabrese; la prima parlando di coliving , la seconda di Civita e BorgoSlow un modo con cui riappropriarsi dei borghi, un metodo sostenibile e salutare di promozione dei territori.

C’era chi immaginava una calabria in bici, mezzo alternativo per viaggiare in modo lento; chi ha deciso di cambiare vita e tornare a piedi da Roma verso il proprio paese d’origine, una sorta di pellegrinaggio per rientrare in contatto con un sé oramai dimenticato. Tante realtà, come chi produce eccellenti vini nella zona di Cirò o chi si è immaginato di poter attrarre viaggiatori puntando tutto sullo sport.

Farò torto a qualcuno nel non citare tutti – ne sono sinceramente dispiaciuto – ma eravate davvero troppi e non finiremo mai di ringraziarvi per questo!

 

L’augurio è di continuare a lavorare insieme, rispettosi l’un l’altro del lavoro altrui, certi che collaborando e condividendo esperienze potremo concretamente rilanciare i nostri territori.

Grazie Luigi, Grazie Sara per il grandissimo lavoro che avete fatto e …

Grazie Carfizzi … Montalto Uffugo arriviamo …. 🙂